Street food: bontà e sapore dei formaggi svizzeri!

Sapete per cosa è famosa la Svizzera?
Si accettano scommesse…

Gli orologi, è vero…
E poi?
Per l’economia, la neutralità, la precisione, i casinò, il cioccolato (GNAM!!!)…

Ma sapete sin da piccola cosa ci insegnavano le nostre mamme e le nonne a proposito della Svizzera?
Da me si dice: grassa come una vacca svizzera….beh, non so se poi siano così grasse le loro mucche, ma se esiste questo curioso e simpatico modo di dire, credo sia indice chiarissimo che la Svizzera è famosa per una cosa deliziosa: il latte.
E se pensate al latte svizzero, qual è la prima cosa vi viene in mente?
ESATTO! IL FORMAGGIO!!!!

Sapete, spesso ci viene erroneamente da pensare al formaggio svizzero solo limitatamente ad un certa qualità, quello con i buchi: l’Emmentaler (un tempo lo chiamavamo solo Emmental), ma quest’ultimo è solo uno dei gustosissimi formaggi svizzeri, tutti di ottima qualità e fattura.


I formaggi svizzeri nascono dall’armonia di natura e tradizione, nati  dal lavoro paziente di uomini esperti che danno vita a prodotti autentici nati da una lavorazione tradizionale e manuale rimasta pressoché invariata fino a oggi.
Gli ingredienti? Sempre gli  stessi: latte fresco, caglio e sale.

Il latte viene consegnato ad ogni singolo caseificio attraverso un breve percorso, quindi appena munto.
La prima regola per i formaggi svizzeri  è che siano prodotti  secondo natura quindi si esclude qualsiasi artificio in tutta la loro filiera produttiva: dall’alimentazione della vacca fino alla stagionatura finale del formaggio. 
Il casaro infatti non può utilizzare alcun additivo ed ottiene questo piccolo capolavoro solo con la natura, la tradizione e la sua esperienza.

I formaggi svizzeri hanno spesso il sigillo di qualità AOC (DOP) e sono riconosciuti in tutto un mondo per la qualità.

Oggi voglio parlarvi di due formaggi svizzeri in particolare:
  1. lo sbrinz
  2. il gruyere
Lo Sbrinz

Lo Sbrinz AOC (DOP) è prodotto con il pregiato latte delle mucche di razza bruna che pascolano liberamente, nutrendosi solamente di erba in estate e fieno in inverno.
Proprio l’alimentazione naturale delle mucche consente di ottenere un latte di elevatissima qualità.
La lavorazione del formaggio avviene solo con metodi assolutamente naturali: nessun additivo o sostanza estranea sono ammessi nella produzione dello Sbrinz AOC (DOP).

Il periodo della stagionatura dura per il formaggio Sbrinz DOP almeno 16 mesi, durante i quali  la pasta del formaggio ottiene una scomposizione delle proteine diventando così un alimento molto digeribile, adatto ai bambini e privo di lattosio.



Solo le forme migliori e più stagionate meriteranno l’appellativo AOC (DOP).
Lo Sbrinz è un formaggio a pasta extra-dura, ha un sapore di base salato leggermente fruttato e una notevole consistenza simile alle caratteristiche del Parmigiano Reggiano, ma con un aroma più carico e quindi è un formaggio ricco e versatile in cucina, mangiato così com’è o grattugiato o utilizzato per preparazioni calde o al gratin.

LE GRUYÉRE DOP

La regione del Gruyère è un’area delle Prealpi svizzere, ricca di pascoli, boschi e tradizioni.
Questo formaggio unico era già prodotto dai Romani e dai Celti, ma sarà nel medioevo che troverà l’apice della sua produzione “ufficiale” nella città di Gruyère.

Il Gruyère DOP si produce solo con latte ottenuto da vacche che consumano fieno composto di una grande varietà di erbe che crescono spontaneamente in tutta l’area alpina, questi profumi d’alpeggio si ritrovano nel suo gusto tipico.

Inoltre un’antica tradizione  impone regole tramandate dai primi casari fino agli attuali piccoli caseifici.
La caratteristica indispensabile è la naturalità del prodotto.La maturazione nelle cantine varia da cinque a dodici mesi: per un Gruyère dolce servono almeno cinque mesi di stagionatura, fino ad almeno dodici mesi per un Gruyère AOC (DOP); così anche il Gusto varia con la stagionatura: variabile tra il dolce e il piccante.

Le Gruyère DOP è tra i formaggi più versatili in cucina.
È perfetto anche per la preparazione di piatti caldi tra cui la famosa fonduta svizzera.
La pasta è di colore avorio, morbida, flessibile e poco friabile.

Spero che la panoramica sui formaggi svizzeri e sulle loro grandi qualità vi sia stata utile, ma ora vorrei mostrarvi come io li abbia usati in cucina.

sbrinz
Qualche giorno fa, non sapendo cosa cucinare, assodato che mio marito da un po’ di tempo non vuole mangiare carne ma che comunque non voleva una cena fredda (panino, mozzarella, affettati o simili) ho pensato di preparargli una cosetta sfiziosa, da preparare prima (non al momento) e che potessimo mangiare con gusto, ma senza “formalizzarci”…ovvero?
Ovvero qualcosa che si potesse mangiare con le mani.

gruyère

Allora ho aperto il frigo e mi sono resa conto che i formaggi svizzeri mi chiamavano a gran voce: “Scegli me, scegli me!!!”
Ed io li ho scelti…



Non avendo troppo tempo, ho preso una pasta briseé già pronta (io avevo quella, ma potete usare anche la pasta sfoglia o preparare una pasta di pane/pizza con farina, acqua, sale e lievito di birra) ed ho deciso che ne avrei fatto un piccolo capolavoro da asporto…

Come? Ho preso:

  • la pasta brisé di cui sopra
  • una ricottina da 250 gr. (anche in vaschetta andrà bene)
  • un uovo
  • prosciutto cotto (ma anche qualsiasi affettato avanzato andrà bene, così migliora l’economia domestica)
  • gruyère q.b.
  • sbrinz q.b.



Anzitutto ho riposto la sfoglia in una teglia da forno tonda (quella per crostata per intenderci) dopo averla foderata con carta forno (se non  ne avete, imburratela).


gruyère a cubetti medi
Su un tagliere, il mio adorato e adorabile maritino mi ha tagliato prima il gruyère a cubetti di dimensione media (ne avrà rubacchiato la metà nel frattempo, gli uomini in cucina sono pericolosi)…


sbrinz a pezzetti piccoli
…ed a parte lo sbrinz a pezzetti molto piccoli, più avanti vedrete perchè questa differenza in dimensioni.

Mio marito borbottava che un formaggio così buono va mangiato così com’è ed è uno spreco cucinarlo, mentre potevamo usare un formaggio più economico per preparare questa torta rustica.

WHAT??? Amore mio, dalla qualità degli ingredienti dipende il sapore delle pietanze!!! Aspetta che sia pronto e vedrai la differenza…

Un avvertimento…non lesinate con il formaggio, ho scritto “q.b.” solo perchè dipende sempre dai gusti, ma non siate avari, il sapore ne risentirebbe.

In una terrina di vetro ho messo la ricotta, poi l’uovo ed il prosciutto sbriciolato con le mani. Se invece avete dei salumi a fette spesse, tagliateli a cubetti molto piccoli (non mi ficcate nel ripieno una fettona intera di pancetta o salame milanese, per carità!).


mescoliamo bene
Con il cucchiaio di legno, mescolate bene questi ingredienti per amalgamare bene i sapori. Attenzione, non ci ho messo il sale, non è una dimenticanza: il sapore deciso dei formaggi e dei salumi sarà più che sufficiente a salare il composto.

aggiungiamo il gruyère


A questo punto aggiungete il gruyère e mescolate ancora con il cucchiaio di legno per rendere omogeneo il composto e poi versare il ripieno sulla sfoglia nella teglia.


distribuiamo lo sbrinz
Lo Sbrinz? Non l’ho dimenticato, tranquilli…
Dopo aver livellato la superficie del ripieno, distribuitevi uniformemente i cubetti di sbrinz (ecco perchè dovevano essere piccoli)…

ripieghiamo il bordo della sfoglia
…e poi arrotolate la parte di pasta brisé che fuoriesce dai bordi, ripiegandola sul ripieno e tagliate via la carta forno in eccedenza.

Mette in forno preriscaldato, sul ripiano centrale a 200° e lasciate cuocere per una ventina di minuti o finchè non vedete la superficie del rustico bella dorata e noterete che lo sbrinz sciogliendosi avrà formato una deliziosa crosticina.

Attenti a non esagerare con i tempi: tenete d’occhio la cottura o la sfoglia tenderà a bruciacchiarsi.

il risultato
Quando vi sembrerà ben cotto, sfornate e lasciate che si raffreddi abbastanza da far compattare il ripieno (se lo tagliate subito, la ricotta tenderà ad esser troppo morbida e fuoriuscirà appena la lama intaccherà il rustico). 
Non solo: tiepido o freddo, è più buono e si assaporerà a pieno il gusto degli ingredienti senza ustionarsi inutilmente le papille.

Il sapore? Ottimo, fidatevi…

in versione street food (da asporto)
Ne abbiamo mangiato una metà appena intiepidito, mentre l’altra metà è stata “impacchettata” nella carta paglia e trasportata al lavoro come sostanziosa merenda da asporto: una volta raffreddato, è un perfetto STREET FOOD, perchè diventa facilmente trasportabile ovunque: non macchia, non unge, non perde il ripieno che viene tenuto insieme dai formaggi una volta addensatisi.

Vi lascio quindi il mio buon appetito e vi invito a dare un’occhiata al sito dei Formaggi svizzeri: scoprirete molte cose interessanti sui formaggi svizzeri (che non sono ovviamente solo quelli che vi ho presentato oggi).
et voilà 🙂


Con questa ricetta partecipo al contest SWISS CHEESE PARADE
promosso da Switzerland Cheese Marketing Italia e dal blog Peperoni e patate.

Fra qualche giorno vi presenterò un’altra sfiziosa ricettina da Street food, preparata con i formaggi svizzeri…

Fidatevi di me, vi leccherete le dita 🙂

A presto!!!

   


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73 pensieri riguardo “Street food: bontà e sapore dei formaggi svizzeri!

  1. Ma che bella ricetta hai realizzato !io sono un'amante delle torte salate ma non ho mai provato a realizzarne una coi formaggi svizzeri! da provare di certo!

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  2. ottimi questi formaggi, hanno tutti un'aspetto davvero invitante, e la tua ricettina è davvero molto ma molto invitante complimenti per la realizzazione.

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  3. Che bella introduzione, davvero simpatica e ricca di informazioni interessanti! 😀
    Nella seconda parte del post, dove spieghi la ricetta, mi è venuta una super acquolina in bocca!
    Non hai idea di quanto io ami le torte salate e questa con tanto formaggio svizzero deve essere di una goduria incredibile! Mi procuro gli ingredienti e ci provo anche io, intanto ti faccio un grande “in bocca al lupo” per il contest! Ciao 🙂

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